martedì, Giugno 28, 2022

LA LIBERTÀ DI MOVIMENTO AI TEMPI DEL COVID-19

Il Governo italiano, non solo anche i Governi di tanti altri Paesi, nel periodo dell’emergenza sanitaria hanno adottato e stanno adottando misure importanti volte a contenere l’espandersi di questo pericoloso germe patogeno dal nome Covid-19.

Misure che si possono definire gravi in quanto limitano fortemente la libertà fondamentali universalmente riconosciute quali la libertà personale e la libertà di circolazione, le libertà elencate negli artt. 13 e successivi della Costituzione Italiana, che in base al nostro sistema costituzionale non sono revisionabili. 

Le libertà della nostra Costituzione sono i diritti inviolabili dell’uomo, i tanti proclamati diritti inviolabili affermati da grandi Convenzioni internazionali. L’Unione Europea stessa è stata fondata su due principi base: la libera circolazione di persone, merci e servizi, senza controlli alle frontiere interne, e la sicurezza (anche sanitaria) dei suoi cittadini, libertà sancite dal trattato di Schengen.

Unitamente alla libertà di circolazione è limitata anche la libertà di riunione, essendo vietate non solo le riunioni organizzate per fini politici o sindacali, ma anche quelle religiose, artistiche (concerti e spettacoli all’aperto, mostre d’arte, spettacoli teatrali, cinematografici), e le riunioni spontanee (gli assembramenti nelle piazze e le passeggiate della “movida”), vietate le riunioni familiari della domenica all’aperto e in casa. In sostanza la detta limitazione si concretizza in una riduzione della socialità, socialità che è una componente essenziale delle modalità della vita di relazione.

Alla base delle limitazioni della libertà di circolazione vi è la tutela di un altro fondamentale pilastro di libertà che è il diritto alla salute, proclamato dal nostro art. 32 della Costituzione e come primario diritto a livello globale, diritto alla salute dei singoli e della collettività. 

La salute non è sinonimo di assenza di malattia, ma di benessere psico-fisico generale ed è proprio questa condizione a consentire al cittadino di esercitare appieno la libertà di movimento, di viaggiare, di partecipare ai momenti di vita pubblica, di socializzare, di svolgere attività sportive, ricreative. La salute come precondizione funzionale all’esercizio della cittadinanza attiva, attraverso il lavoro in tutte le sue declinazioni, la piena partecipazione alla vita sociale, culturale e politica del Paese.

Tutti tali diritti in astratto non si contrappongono ma nella situazione attuale con evidenza sono emersi conflitti che possono essere superati solo attraverso il bilanciamento dei diversi diritti ed è importante che nell’emanare i provvedimenti non si superino le competenze e i limiti stabiliti dalla Costituzione. 

L’idea che il diritto alla vita ed alla salute debba essere tutelato solo attraverso la compressione delle altre libertà potrebbe essere pericolosa perché giustificherebbe l’ampliamento dei poteri dei Governi in un fase “emergenziale”, pericolosa se le suddette limitazioni non avvengano nel rispetto delle regole democratiche. Il rispetto delle regole democratiche è dunque il mezzo con cui si garantiscono i diritti, tra cui certamente il diritto alla vita.

In ogni caso e comunque #iorestoacasa

Maria Grazia Ianniello
Maria Grazia Ianniello
Avvocato. Si laurea in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Salerno con tesi in Materia di "Teoria generale del processo penale" e si abilita alla professione di Avvocato nell'anno 2005. Lavora come libero professionista con particolari competenze in Diritto penale - Diritto dell'immigrazione.

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