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lunedì, Luglio 22, 2024

La crisi degli influencer ai tempi del coronavirus

Anche se per molti è ancora difficile pensare all’attività di influencer come un vero lavoro, visti i numeri di questo comparto è bene ricredersi. Nel 2019, in Italia, il settore degli influencer ha raggiunto il valore di 241 milioni di euro e, a causa della pandemia, si prospetta un calo del fatturato, nel 2020, pari a -25% (dati Izea).

Eppure non esiste lavoro più social di quello dell’influencer! Come è possibile che in un momento in cui tutte le attività produttive si sono riversate sull’online, gli influencer, che già presidiavano queste piattaforme, siano in crisi? La risposta è semplice: sopravvive solo chi ha qualcosa da raccontare e sa come raccontarlo. 

Negli ultimi anni c’è stato un boom degli influencer e in molti casi vi era una moltiplicazione di soggetti che raccontavano una quotidianità piuttosto simile: vite da favola, shopping, viaggi, vacanze, feste. Ciò che attirava realmente il pubblico non era l’influencer in sé, ma la vita che conduceva. Nel momento in cui, a causa del lockdown, è venuta meno, anche per gli influencer, la possibilità di raccontare una vita da sogno, la maggior parte di loro hanno mostrato una quotidianità banale e scarsamente interessante. Gli influencer si sono quindi trovati a dovere inventare un nuovo modo di raccontarsi e di fatto, chi non aveva reali contenuti e vere abilità, non è riuscito a superare il lockdown, perdendo follower e conseguentemente contratti con le aziende per le sponsorizzazioni. 

Questa situazione sottolinea l’importanza per le aziende di scegliere il giusto influencer per pubblicizzare i propri prodotti. Non basta un numero elevato di follower per potersi definire influencer, l’influencer è colui che, attraverso una comunicazione pervasiva, riesce realmente a diffondere un messaggio, di qualunque natura esso sia. E per fare ciò l’influencer deve avere creato, nel corso del tempo, una solida fan base che si fidi delle sue indicazioni e che lo segua quotidianamente. 

Chiara Ferragni ha saputo cambiare la sua immagine riuscendo ad accrescere il suo ruolo di influencer anche durante il lockdown

Un esempio di cosa sia successo, in quest’ultimo periodo, nel mondo degli influencer è Chiara Ferragni. La vita della Ferragni, fatta di sfilate e passerelle, durante il periodo del lockdown si è trasformata come quella di tutti gli italiani. Ciononostante, la Ferragni non solo ha saputo mantenere il suo ruolo di influencer, ma lo ha incrementato. In un primo momento ha utilizzato i suoi canali per diffondere messaggi informativi riguardo il covid-19 e per campagne di beneficienza. In questo modo ha fidelizzato i suoi utenti che hanno continuato a seguirla assiduamente anche quando ha modificato la sua immagine passando da fashion girl a casalinga disperata. Un cambiamento che le ha dato la possibilità di creare un nuovo tipo di narrazione, di mostrarsi vicina al suo pubblico e di intraprendere nuovi contratti di collaborazione con aziende, che prima erano molto distanti dalla sua immagine (come le aziende del settore alimentare). 

Chiara Ferragni è un’eccellenza nel settore degli influencer e lo ha dimostrato anche in questa occasione, ma non tutti sono come lei. Il lockdown è stata un’occasione per le aziende per capire il vero valore degli influencer e per rivedere i criteri con cui scegliere la persona più adatta per il proprio brand.

Jessica Cavalaglio Camargo Molano
Jessica Cavalaglio Camargo Molano
Giornalista esperta di comunicazione digitale. Da oltre 10 anni lavora nel mondo della comunicazione e del giornalismo. Ha collaborato con importanti testate nazionale ed internazionali. Dopo aver conseguito la laurea magistrale in “Editoria Multimediale” presso l’Università La Sapienza di Roma, si è indirizzata verso il digital marketing, dapprima conseguendo il master in “Social Media Marketing” presso il LEN di Parma e poi collaborando con note aziende italiane nello sviluppo di campagne di comunicazione online.

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